Nardo Vinicio

Credo nella difesa dei diritti di tutti.

Nessuno escluso.

Vinicio Nardo

Sono un avvocato penalista, frequento il tribunale di Milano da oltre 30 anni e tutti i giorni lavoro realizzando il mio sogno di ragazzo: la difesa di tutti.

Mi occupo di politica forense – a Milano e in sede nazionale – e negli ultimi anni sono passato dall’attività associativa a quella istituzionale: due esperienze tanto diverse quanto complementari. Prima in rappresentanza delle Camere Penali ed ora da consigliere dell’Ordine e componente dell’Organismo Congressuale Forense, cerco da sempre di adoperarmi per la miglior tutela dei diritti delle persone.

È quello che si dice un “servizio” reso alla collettività, ma anche a me: credo infatti che arricchisca pure il mio bagaglio di avvocato. E poi, a dirla tutta, mi appassiona e mi piace.

Intervista

  • Quali sono le 3 sfide che oggi vedi all’orizzonte per la professione dell’avvocato nella tua area di specializzazione?

    La rivoluzione tecnologica sta cambiando anche il nostro mondo: da una parte, l’intelligenza artificiale soppianterà gli avvocati in alcune attività, specie in settori del civile; dall’altra, l’indiscriminato accesso alle fonti informative diffonde un’illusione di sapere che svaluta le professioni intellettuali e privilegia la quantità alla qualità del servizio giustizia. Le sfide saranno, di conseguenza:

    –          una battaglia culturale a favore del giusto processo, spiegando l’importanza delle garanzie procedurali quali presidio delle libertà individuali;

    –          una accresciuta competenza professionale, anche attraverso il varo del regolamento sulla specializzazione, poiché solo l’avvocato davvero capace difende al meglio i diritti e le libertà delle persone e trasmette autorevolmente il senso del nostro ruolo sociale;

    –          la piena affermazione della difesa d’ufficio e del patrocinio a spese dello Stato, che dovrà svolgere un’effettiva tutela dei non abbienti, attraverso percorsi formativi e controlli che diano garanzie di capacità e dedizione dei difensori.

  • La prima proposta concreta che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano dovrà assumere come priorità.

    L’ascolto ed il coinvolgimento degli iscritti anche nella vita ordinaria dell’Ordine, dando alle Commissioni un ruolo “servente” rispetto al Consiglio.

  • Quali sono le 3 qualità che deve avere un Consiglio dell’Ordine degli avvocati per essere realmente vicino e rappresentativo?

    Il Consiglio deve in primo luogo essere aperto alla di consultazione periodica dei colleghi. Inoltre, deve essere vigile sui malfunzionamenti degli uffici giudiziari e determinato nel correggerli. Infine deve essere chiaro nell’indicare agli iscritti le linee di comportamento conformi ai precetti del codice deontologico.

  • Quali sono le tue fonti d’ispirazione quotidiana?

    Imparo e vivo nel presente: al risveglio la lettura dei giornali e delle fonti di informazione. Di mattina le tensioni d’udienza. Nel pomeriggio il confronto con clienti e colleghi. La sera il ripasso dei “no”, detti o ricevuti: di quelli giusti, ovviamente.

  • Quali sono le 3 qualità che una persona deve necessariamente possedere per essere un buon avvocato?

    La prima è l’umiltà, che si traduce in capacità di ascolto. La seconda è la capacità di fare più cose contemporaneamente senza perdere la concentrazione. La terza è una forza da cavallo.