PaolaLovati

Verso una professionalità nuova per l’avvocato

 

Paola Lovati

Svolgo la mia attività nel settore civile, prevalentemente nelle aree del diritto di famiglia (comprese tutele e amministrazioni di sostegno) e minorile (procedimenti civili di adottabilità e di responsabilità genitoriale) e dei diritti delle unioni civili.

Sin dall’inizio della professione ho coniugato la mia attività con l’impegno nel mondo associativo perché ritengo che per una miglior tutela dei diritti delle persone si debba puntare sulla specializzazione e sulla competenza. Sono stata fondatrice della Camera Minorile di Milano, Presidente dell’associazione forense Unione Nazionale Camere minorili e componente del gruppo di studio sul diritto di famiglia e dei minori istituito presso il Consiglio Nazionale Forense.

Ritengo inoltre che sia necessario avere un ruolo attivo per la tutela della giurisdizione e che ci debba essere cooperazione fra tutti gli operatori della giustizia. Sono quindi referente del gruppo “Famiglia e minori” dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano e coordinatore nazionale del gruppo “Giustizia e dialoghi transculturali” degli Osservatori sulla Giustizia Civile.

Relatrice in numerosi convegni e incontri di formazione per avvocati ed operatori del settore nel campo del diritto di famiglia e minorile. Autrice di pubblicazioni e articoli in riviste specializzate.

Intervista

  • Quali sono le 3 sfide che oggi vedi all’orizzonte per la professione dell’avvocato nella tua area di specializzazione?

    È fondamentale che avvocati, magistrati  e tutti i professionisti coinvolti in procedimenti di famiglia e minorili  abbiano una formazione interdisciplinare, anche extragiuridica, sui diritti e bisogni dei minori e sui diritti fondamentali della persona. Non ci si può infatti occupare di rapporti familiari e di infanzia e adolescenza senza operare uno studio approfondito e multidisciplinare del contesto sociale e delle tematiche che concernono la vita di un individuo: cultura, educazione, responsabilità genitoriale, sviluppo, autonomia, capacità, protezione. Non si deve inoltre trascurare il fatto che, in quest’ambito, molteplici sono le difficoltà di comprensione del fenomeno che possono nascere dalle differenze culturali, religiose ed etiche con cittadini di altra nazionalità ed è dunque opportuna una formazione interdisciplinare anche sotto l’aspetto antropologico.

    È necessario altresì  sviluppare, in spazi di studio e confronto congiunti con tutti gli operatori della giustizia (ad esempio nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sulla Giustizia civile)    iniziative volte alla ricognizione ed alla discussione di prassi organizzative e interpretative, tendenti alla razionalizzazione ed alla accelerazione dei tempi dei processi civili.

  • La prima proposta concreta che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano dovrà assumere come priorità.

    Dimostrarsi effettivamente rappresentativo ed inclusivo, capace di raccogliere ed interpretare le istanze dei colleghi, diffondere il senso di appartenenza ad una professione di alto valore culturale e sociale quale quella dell’avvocato, operare per la salvaguardia del ruolo della Giurisdizione a  tutela dei diritti delle persone e della collettività.

  • Quali sono le 3 qualità che deve avere un Consiglio dell’Ordine degli avvocati per essere realmente vicino e rappresentativo?

    1. essere capace di ascoltare i bisogni e le necessità degli iscritti, soprattutto dei giovani, perché solo con una effettiva partecipazione si possono creare efficaci strumenti di trasformazione e di miglioramento del reale e della professione
    2. curare una formazione che sia effettivamente in grado di offrire gli strumenti di comprensione della rivoluzione tecnologica e multiculturale in atto
    3. puntare sulla specializzazione perché  solo l’avvocato competente è in grado di offrire una efficace tutela dei diritti della persona
  • Quali sono le tue fonti d’ispirazione quotidiana?

    La lettura dei quotidiani, il confronto con i colleghi e con le altre figure professionali,  lo studio di altre discipline, quali la psicologia, la pedagogia, la sociologia, l’antropologia e   le tecniche di mediazione  che reputo  fondamentali per la comprensione della società e per un competente esercizio della professione di avvocato

  • Quali sono le 3 qualità che una persona deve necessariamente possedere per essere un buon avvocato?

    1. curare il costante e continuo aggiornamento della propria competenza professionale anche da un punto di vista multidisciplinare
    2. avere coscienza del ruolo sociale svolto, essere il consigliere del proprio cliente ascoltandolo con competenza per una effettiva ed efficace definizione delle sue richieste
    3. garantire il rispetto dello stato di diritto e gli interessi di coloro di cui dobbiamo difendere i diritti e le libertà.