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Unire le competenze per un vero rinnovamento

Loredana Leo

Avvocato civilista dal 1985. Mi sono occupata inizialmente di diritto di famiglia e dal 1997 mi sono dedicata principalmente al settore della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, con particolare riferimento al diritto assicurativo. Ho avuto il privilegio di poter svolgere il lavoro che, sin da bambina, mi ha sempre affascinato e che ritengo, ancora oggi, il mestiere più bello del mondo.

Occupandomi soprattutto di attività giudiziale, la mia presenza nel Palazzo (sin dal secondo anno di università) è quasi quotidiana e questo mi ha consentito di vivere e condividere con i colleghi anche le criticità che, nel tempo, con sfumature diverse, hanno afflitto e affliggono tuttora l’avvocatura. I problemi sono davvero tanti e riguardano tutti, giovani e meno giovani, singoli o associati.

Intervista

  • Quali sono le 3 sfide che oggi vedi all’orizzonte per la professione dell’avvocato nella tua area di specializzazione?

    Nel settore della responsabilità civile, soprattutto per le vertenze che possono definirsi seriali, si assiste molto spesso, anche nella stessa realtà territoriale, a soluzioni contrastanti che, a mio giudizio, generano incertezza e disorientamento. E’ necessario, dunque, che, senza intaccare la discrezionalità, ci sia, almeno a livello locale, un miglior coordinamento tra gli operatori del settore in modo da garantire una ragionevole prevedibilità delle decisioni e la coerenza del diritto, temi fondamentali per una vera uguaglianza.

    E’ necessario altresì vigilare sul corretto utilizzo delle risorse di supporto alla magistratura togata, al fine di garantire una risposta di giustizia, che assicuri, sempre e a tutti, competenza e preparazione.

    Ritengo, infine, necessaria una maggiore interlocuzione in sede di autogoverno locale per fornire segnalazioni di fatti specifici che possono influire sulla valutazione della professionalità e alla conferma degli organi direttivi e semidirettivi.

  • La prima proposta concreta che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano dovrà assumere come priorità.

    Il Consiglio deve garantire una costante informazione e formazione degli iscritti sulle novità legislative e tecnologiche e sugli adempimenti da adottare, sia come studi singoli che associati.

  • Quali sono le 3 qualità che deve avere un Consiglio dell’Ordine degli avvocati per essere realmente vicino e rappresentativo?

    Il Consiglio deve essere un punto di riferimento per gli iscritti che devono sentirsi tutelati e supportati. Deve monitorare il territorio per cogliere le criticità del sistema giustizia sia con riferimento alle risorse umane che tecnologiche e quindi svolgere adeguatamente la funzione rappresentativa davanti alle istituzioni.

  • Quali sono le tue fonti d’ispirazione quotidiana?

    Leggo, ascolto e soprattutto mi confronto con colleghi e collaboratori.

  • Quali sono le 3 qualità che una persona deve necessariamente possedere per essere un buon avvocato?

    Consapevolezza di svolgere una funzione sociale di grande responsabilità, qual  è  quella  di tutelare gli interessi di tutti e anche dei più deboli.

    Qualità: Chiarezza, curiosità critica, propensione al confronto.