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Dialogo costante costruire rapporti di fiducia con tutti gli avvocati

 

 

Giorgio Treglia

Sono avvocato cassazionista specializzato in materia giuslavoristica con specifico riguardo alla tematica dei licenziamenti e delle procedure connesse, dei criteri e delle problematiche sulle qualifiche e sullo ius variandi in genere. Mi occupo della redazione e gestione dei contratti di lavoro subordinato e parasubordinato nelle varie accezioni dettate dalle serie di norme succedutesi nel tempo. Ho maturato vasta esperienza nel campo delle acquisizioni aziendali ed uso degli ammortizzatori sociali in genere ed anche nelle relazioni sindacali.
Un ruolo importante riveste l’attività di insegnamento e di formazione: ho iniziato

a collaborare, nell’anno 1979, con la I cattedra dell’Istituto di Diritto Processuale Civile dell’Università degli Studi di Milano, sono stato professore a contratto, presso la facoltà di Relazione Pubbliche dell’Università IULM, presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, docente a contratto di diritto processuale civile presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Sono coordinatore didattico del Corso di perfezionamento e di Alta specializzazione in Discipline Lavoristiche, organizzato dall’Università degli Studio di Milano e membro di AGI.

Intervista

  • Quali sono le 3 sfide che oggi vedi all’orizzonte per la professione dell’avvocato nella tua area di specializzazione?

    In qualità di giuslavorista credo necessario: a) rafforzare le associazioni di ogni categoria di Avvocati, in modo che diventino referenti stabili ed obbligatorie delle commissioni parlamentari e degli organi di governo; b) rendere obbligatorio il conseguimento di una o più specializzazioni; c) tutelare in modo massiccio la figura dell’Avvocato riconoscendogli il prestigio che sempre deve avere.

  • La prima proposta concreta che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano dovrà assumere come priorità.

    Ridare fiducia nell’operato del consiglio, manifestando all’esterno le varie iniziative dell’Ordine attraverso un sistema di comunicazione che dia atto della presenza dell’Ordine per ognuno degli Avvocati iscritti.

  • Quali sono le 3 qualità che deve avere un Consiglio dell’Ordine degli avvocati per essere realmente vicino e rappresentativo?

    Le tre qualità possono essere a) rappresentanza al proprio interno di colleghi attivi nelle varie branche del diritto, in modo che tutte o comunque molte delle materie del diritto siano conosciute; b) ascoltare e confrontarsi sempre con le questioni, le proposte ed i desideri che i singoli Avvocati propugnano e propongono; c) ridare lustro alla categoria che costituisce, da sempre, una delle professioni più importanti nella vita del nostro paese, attraverso proposte di legge, aiuto ai giudici nella risoluzione di controversie pur rispettando i diversi ruoli, effettività di aiuto per chiunque ne abbia necessità.

  • Quali sono le tue fonti d’ispirazione quotidiana?

    In primo luogo gli orientamenti di dottrina e giurisprudenza che ogni giorno leggo e commento; in secondo luogo l’analisi di molteplici fattori del nostro paese, quali la stabilità di governo, le proposte di legge, le istanze delle varie categorie di cittadini, il confronto sui sistemi di altri paesi all’interno ed all’esterno della UE.

  • Quali sono le 3 qualità che una persona deve necessariamente possedere per essere un buon avvocato?

    Penso che le tre principali qualità siano: a) modestia e consapevolezza dei limiti delle proprie cognizioni tecniche; b) capacità di ascolto ed interpretazioni delle altrui istanze; c) coraggio di esprimere sempre liberamente e serenamente il proprio pensiero.