COSTRUIRE UN CONSIGLIO DELL’ORDINE CON UNA NUOVA VISIONE PER MILANO

Nardo Vinicio

A cura dell’avvocato Vinicio Nardo

 

“Il futuro appartiene alle persone che vedono le possibilità prima che diventino evidenti”

Ted Levitt

 

 

Ogni città può evolversi, rigenerarsi e migliorare la qualità di vita dei cittadini che la vivono. Ogni città può essere grande a suo modo. Tuttavia esistono modelli ideali: la Città Rinascimentale, la Città Radiosa di Le Corbusier, o più recentemente le Green City.

Nella nostra Milano, negli ultimi anni, stanno emergendo i segni di un processo di rinascita che andrebbe ulteriormente alimentato e sostenuto.

Se è pur vero che esistono fattori che facilitano i processi di rigenerazione urbana, mi chiedo: può l’Ordine degli Avvocati svolgere un ruolo chiave all’interno di questi meccanismi?

Continuo a sostenere che sia opportuno porre l’accento sui contenuti, sulle idee, sui progetti e credo che questa sia la base da cui partire per valorizzare il ruolo che l’Avvocatura svolgerà nei prossimi anni.

Charles Laundry è un urbanista visionario, ispiratore di movimenti che a livello internazionale si impegnano per la rinascita delle città attraverso un mix di componenti hardware – le infrastrutture -, software – gli elementi immateriali -, e orgware – l’organizzazione, la burocrazia -.

Secondo Laundry le “great cities” racchiudono sette elementi: un mix in cui il fattore umano è determinante.

Hanno al loro interno dei Luoghi che determinano senso di ancoraggio e identificazione e generano nei cittadini quel tipo di sensazione legata a voler contribuire e dare qualcosa in cambio alla propria città. Spazi che creano un ponte tra passato e futuro. Le città divengono acceleratori di opportunità a patto di avere buoni sistemi di comunicazione fisica e virtuale. Il cittadino deve sentirsi all’interno di un sistema di Connessioni di cui il sistema di trasporti è parte integrante, ma non esclusiva. Le great cities hanno una Cultura, intesa come l’insieme di attitudini, convinzioni, modi di vivere, radicata ma aperta all’innovazione. Il ritmo che ne scandisce le attività quotidiane non è legato solo al lavoro e alle attività produttive ma interrotto da momenti di bellezza legata ai luoghi ma anche a gesti di senso civico: elementi in grado di essere fonti d’ispirazione.

Le città con la migliore qualità di vita sono quelle che riescono a produrre immaginazione e Apprendimento collettivo. Milano ha uno straordinario tessuto di Università e Istituzioni formative da far dialogare sempre di più con l’ambiente circostante. La gestione degli spazi e la progettualità di un luogo che risponda alle aspettative di un cittadino contemporaneo deve ispirarsi ad un’idea di Design che rifugga l’omogeneizzazione a favore di differenziazione e distintività.

È fondamentale inoltre, che si respiri un Senso di possibilità, l’idea che sia possibile realizzare i propri progetti. È questa sottile percezione che fa si che sia maggiore il numero di talenti che arriva, rispetto a quelli che partono. Non posso non pensare a quanto una burocrazia e una giustizia con una maggiore qualità e affidabilità siano in grado di influenzare questo fattore. Incubatori per startup, acceleratori, centri culturali sono necessari tanto quanto la sensazione che il già citato “orgware”, funzioni bene.

Una great city si caratterizza per chiarezza negli obiettivi e consapevolezza della strada da percorrere per raggiungerli. L’Ordine degli Avvocati rappresenta una fetta peculiare dell’economia milanese, poiché i soggetti che ne fanno parte svolgono un ruolo chiave di snodo tra giustizia, apparati burocratici e società civile. L’Avvocato conosce il tessuto urbano ed imprenditoriale, gli apparati burocratici, i problemi irrisolti e le straordinarie potenzialità di Milano, come pochi altri.

Raccogliere la sfida di esprimere una visione che orienti il futuro della nostra città, potrebbe divenire uno dei nodi attorno ai quali riaffermare il ruolo dell’Avvocato e la sua funzione nella società.

 

 

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